Cronache dal Quarto Piano.
Diario di un Condannato (alla Biblioteca)
Arrivo davanti al Seraphicum, sfido la sorte e varco la soglia.
Prima tappa: la reception. Sfodero la mia tessera con la rapidità di un agente segreto,
giusto per dimostrare al personale che ho il permesso di stare lì.
Superato il primo check-point, scatta l'allarme sopravvivenza: mi fiondo al bar per
un caffè nero bollente. Senza questa dose di caffeina, l'alternativa sarebbe
il collasso immediato sui libri.
Rigenerato e miracolosamente sveglio, salgo al quarto piano con l'ascensore,
pregando che non si blocchi proprio oggi. Arrivato in biblioteca, faccio un cenno di
fesa alleanza al bibliotecario e firmo il registro delle presenze. Mi siedo,
apro i libri e per qualche ora faccio finta di capire tutto quello che leggo.
La fame si fa sentire ed è già ora di pranzo. Scendo di nuovo al bar per la seconda
ricarica della giornata, sperando in qualcosa che plachi lo stomaco. Poi, si risale
al quarto piano per il secondo round di studio intenso.
Ovviamente la concentrazione ha un limite umano.
Per evitare di fondere il cervello, scatta la pausa strategica: esco dalla biblioteca
e vado a caccia di compagni di sventura. Ci lanciamo in chiacchierate filosofiche
sul senso della vita e sui nostri sogni di gloria, tenendo il volume basso per evitare
il linciaggio da parte del bibliotecario.
Finito il momento socialità, mi rimetto sotto con l'ultimo sforzo disperato.
Verso le 20:25 la mia mente dice ufficialmente basta.
Raccolgo i miei pezzi e le mie cose, segno l'orario di fuga sul registro e
lascio la biblioteca. Scendo al piano terra, un ultimo saluto ai sopravvissuti
della reception e via verso la libertà.
Anche per oggi ho dato, ma domani si torna ancora!